Brescia DomaniScopri Brescia e la Lombardia, tra storia e bellezze

Passeggiate tra i vigneti del Lago di Garda bresciano: il tratto poco conosciuto che porta a una terrazza panoramica

Silvia Pianoridi Silvia Pianori· 10/08/2026 11:00
Passeggiate tra i vigneti del Lago di Garda bresciano: il tratto poco conosciuto che porta a una terrazza panoramica

Ci sono sentieri che profumano di mosto e di erba bagnata, e che raccontano il Lago di Garda bresciano senza fretta. Tra i filari del Lugana, un tratto poco battuto collega la frazione di Sedena, a Lonato del Garda, all’abbazia di Maguzzano, fino a una terrazza naturale che regala uno scorcio sorprendente sulla sponda meridionale del lago. L’ho percorso in un pomeriggio ventoso, con in tasca appunti su formaggi e cantine: una passeggiata semplice, fatta di dettagli, incontri e un finale da cartolina.

Dove si trova il tratto poco conosciuto tra i vigneti e da dove parte il percorso?

Il tratto meno battuto corre tra Sedena (Lonato del Garda) e l’abbazia di Maguzzano, lungo strade bianche fra i filari di Lugana. Si parte dalla piazzetta di Sedena e si segue una dorsale morbida fino alla terrazza erbosa sopra l’abbazia. Il lago appare d’improvviso, con la penisola di Sirmione che disegna l’orizzonte.

Dalla chiesetta di Sedena si prende la piccola via che scende verso sud-ovest, imboccando subito gli sterrati agricoli ben evidenti. I cartelli per “Maguzzano” compaiono a tratti; dove mancano, bastano i filari come bussola: li si segue, evitando le diramazioni verso i capannoni rurali. Il rumore minimo è quello dei trattori in lontananza e del vento sulle reti antigrandine.

La traccia incrocia oliveti e macchie di gelsi, passando accanto a filari di turbiana, l’uva madre del Lugana. Il fondo alterna stabilizzato e terra battuta: in asciutto è per tutti, dopo piogge conviene calzare scarpe con buona suola. In una mezz’ora si scorgono i cipressi di Maguzzano; pochi minuti ancora e si sale alla terrazza naturale, un cuscino d’erba sopra l’abbazia.

Quanto è lungo il percorso e qual è la difficoltà reale?

L’itinerario misura circa 5,5 km andata e ritorno, con 120 metri di dislivello totale. Il tempo medio è di 1 ora e 45 minuti comprese soste, su fondo facile. È adatto a camminatori alle prime armi e famiglie minimamente abituate a muoversi su sterrato.

La prima metà è quasi tutta in lieve discesa verso l’abbazia, la seconda in dolce controcosta. Non ci sono tratti esposti né passaggi tecnici, solo qualche breve saliscendi tra capezzagne e filari. In estate l’ombra è rada: cappello e acqua contano più dei bastoncini. In inverno l’aria è tersa e la vista ripaga la breddura.

Chi preferisce ridurre la distanza può partire direttamente dal parcheggio basso dell’abbazia e risalire alla terrazza con una breve rampa: in questo caso si percorrono appena 1,2 km totali. Ma il fascino della striscia tra Sedena e Maguzzano, con le geometrie dei filari, è un’altra cosa.

Cosa si vede dalla terrazza panoramica e qual è il momento migliore per arrivarci?

Dalla terrazza si apre un quadro sul basso Garda: Sirmione con il suo istmo, Desenzano con il porticciolo e, nelle giornate limpide, il profilo del Monte Baldo. Al tramonto i filari si accendono e le superfici del lago si tingono di rame. Le prime ore del mattino regalano invece una luce lattiginosa che disegna i filari come pentagrammi.

Primavera e autunno sono i periodi più generosi: colori saturi, temperature miti e aria pulita. In estate si consiglia l’oro del pre-sera, quando le cicale si placano e il lago respira. In inverno, dopo il vento da nord, la trasparenza è quasi alpina: vale una sciarpa in più.

Lo sguardo scivola dai vigneti al blu del Garda, attraversando un mosaico agrario che racconta la mano dell’uomo. È qui che il terroir — lo cito come concetto, ma vale più un sorso — si capisce con gli occhi: suoli argillosi, brezze che asciugano, filari ordinati. DOC non è un’etichetta astratta: è un patto tra paesaggio, tecnica e tempo.

Come si raggiunge l’inizio del percorso e dove parcheggiare senza stress?

Si arriva a Sedena da Lonato del Garda in pochi minuti d’auto, seguendo le indicazioni per la frazione. Si parcheggia vicino alla chiesetta, dove gli spazi sono pochi ma a rotazione rapida. In alternativa si parte dall’abbazia di Maguzzano, con parcheggio limitato nei pressi del complesso.

Chi viaggia in treno può scendere a Desenzano o Lonato e proseguire con autobus locali verso Sedena/Maguzzano: gli orari variano, conviene verificarli prima di mettersi in marcia. In bici gravel il percorso è piacevole e scorrevole; in e-bike, attenzione a condividere gli sterrati con pedoni e mezzi agricoli.

Ricordate che si cammina su strade poderali: si sta a bordo, si richiudono eventuali cancelli e si dà sempre la precedenza ai mezzi di lavoro. Piccole buone maniere che aprono grandi paesaggi.

Si può abbinare la camminata a una degustazione di vini e formaggi locali?

Sì: il percorso è l’anticamera perfetta per un calice di Lugana e un tagliere bresciano. Le cantine di Lonato, Desenzano e Pozzolengo spesso propongono assaggi su prenotazione, specie nel weekend. Formaggi caprini freschi e formaggelle locali si sposano bene alla freschezza del bianco gardesano.

Ho fatto tappa in una piccola azienda familiare poco fuori Sedena: nel retro, la cella di stagionatura profumava di erbe secche e fieno. Il casaro mi ha mostrato le forme giovani, con la pasta elastica e un profilo lattico pulito; niente effetti speciali, solo latte buono e cura quotidiana. Con il Lugana in versione “base” l’abbinamento è immediato; con versioni affinate, meglio un semi-stagionato dalla crosta lavata.

Se amate le storie da dietro le quinte, chiedete del sale: spesso è marino, ma non mancano prove con salamoie più leggere per esaltare la crosta. Sono dettagli che raccontano scelte consapevoli. Quanto all’olio, qui siamo nel regno del Garda DOP: un filo sul caprino fresco e il calice ringrazia.

Il sentiero è adatto a famiglie e cani? Ci sono regole da rispettare?

Sì: il tracciato è adatto a famiglie con bambini abituati a brevi camminate. I cani possono seguire al guinzaglio corto, nel pieno rispetto dei passaggi agricoli e dei filari. Meglio evitare giornate di vendemmia o trattamenti: informatevi in cantina.

Portate via i rifiuti, restate sui tracciati, non calpestate i filari. Le campagne del Garda sono un laboratorio a cielo aperto in cui biodiversità e lavoro convivono: molte fasce erbose tra i vigneti sono corridoi ecologici preziosi. Non di rado ricadono in tutele ambientali come la rete Natura 2000, che chiede comportamenti attenti e discreti.

Per i passeggini da città il fondo è impegnativo; con un passeggino da trekking si passa, ma la soluzione migliore resta lo zaino portabimbo. Acqua, cappello, micro-cerata: il kit essenziale qui pesa poco e vale molto.

Quali curiosità storiche e culturali incontro lungo la via?

L’abbazia di Maguzzano, con origini medievali e rimaneggiamenti rinascimentali, è il landmark dell’itinerario. Il chiostro parla a bassa voce, le pietre restituiscono una pazienza antica. Dalla terrazza si leggono secoli di bonifiche, marogne e filari come righe di un quaderno.

Sui bordi del tracciato compaiono capitelli votivi e muretti a secco, autentiche “impronte digitali” del lavoro contadino. Nei mesi di vendemmia, le cassette gialle punteggiano i campi: è il momento in cui il paesaggio vibra, e la camminata diventa un backstage silenzioso. Parlate poco, ascoltate molto: i rumori di torchio e di cortile raccontano più di tante guide.

Non lontano, le corti rurali custodiscono portici e logge dove una volta sostavano vacche e carri; oggi accolgono dehor e piccoli negozi agricoli. Se vi offrono un assaggio di formagella locale con mostarda di limoni del Garda, non dite di no: è il territorio che torna nel piatto.

Come organizzare al meglio la giornata senza perdere il meglio?

Pianificate la partenza a metà pomeriggio per arrivare in terrazza al tramonto. Prenotate in anticipo una degustazione in cantina o una visita breve all’abbazia. Portate una tovaglietta: sedersi sull’erba cambia tutto.

In caso di caldo intenso, invertite: alba in terrazza e colazione in agriturismo. Chi viaggia con amici golosi può chiudere a Desenzano, tra gelati alla crema di mascarpone e panini con salumi bresciani. L’importante è lasciare spazio all’imprevisto: una luce che cambia, un casaro che invita a vedere la cagliata, un vignaiolo che vi parla di suoli argillosi come fossero nonni di famiglia.

Quali sono le risposte rapide alle domande più comuni?

Il percorso è segnalato? Segnaletica discontinua: traccia facile, ma meglio mappa offline o app GPS.

Serve prenotare l’abbazia? Per visite guidate sì; per accedere ai cortili verificare orari aggiornati.

Si trovano fontanelle? No sul percorso sterrato: portate almeno 1 litro d’acqua a persona.

Quando evitare? Dopo piogge abbondanti: argille scivolose e fango tra i filari.

Posso acquistare prodotti locali? Sì, in cantina e nelle aziende agricole lungo la viabilità principale; meglio chiamare prima.

Silvia Pianori
Silvia Pianori

Silvia, con esperienze in caseifici familiari della Val Seriana, racconta la Lombardia attraverso il formaggio. Nei suoi articoli narra incontri con produttori e degustazioni, arricchendo con curiosità da dietro le quinte e scorci di paesaggi rurali.