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Quali sono gli alberi monumentali da vedere in Lombardia? Il più antico si trova in un parco poco pubblicizzato

Paolo Minazzidi Paolo Minazzi· 19/08/2026 13:37
Quali sono gli alberi monumentali da vedere in Lombardia? Il più antico si trova in un parco poco pubblicizzato

In Lombardia gli alberi monumentali da non perdere sono il Larice millenario di Cevo in Val Camonica, il Tasso di Ustecchio a Vestone, i platani dell’Isola Borromeo a Cassano d’Adda, il Ginkgo dell’Orto Botanico di Pavia e il Cipresso calvo nel Parco di Monza. Il più antico è il Larice di Cevo, dentro il Parco dell’Adamello: un gigante in un parco poco pubblicizzato, ma di valore assoluto.

Il più antico: il Larice di Cevo (Val Camonica)

Si raggiunge sopra il paese di Cevo, in Val Saviore (Brescia). Il sentiero sale dolcemente tra baite e pascoli del Parco dell’Adamello, con dislivello contenuto e segnaletica chiara. In 40-60 minuti si arriva a un larice cavernoso, massiccio, segnato dal tempo ma ancora vitale.

L’età stimata sfiora il millennio. Alcuni studi locali ipotizzano anche di più, in linea con i grandi larici alpini. Il fascino, però, è fuori discussione: corteccia spessa, rami torsionati, una chioma che racconta stagioni infinite. Andateci a fine settembre: i larici ingialliscono e l’intera conca si accende.

Il parco è tranquillo, con pochi cartelli e pochissimo marketing. Portatevi acqua, scarponcini e rispetto. Evitate di toccare il tronco: bastano gli occhi e la macchina fotografica. Se amate i percorsi ad anello, proseguite per i pascoli superiori e rientrate sul versante opposto.

Val Sabbia e Garda bresciano: tassi e ulivi secolari

Il Tasso di Ustecchio (Vestone) è un altro emblema. Cresce su un pendio aperto, solitario, con vista sulla valle. È un tasso possente, probabilmente plurisecolare, che alcuni indicano come millenario. Lo si raggiunge a piedi in 20-30 minuti dal borgo, su stradina agro-silvo-pastorale.

Sul Garda bresciano resistono ulivi secolari tra Toscolano Maderno, Gardone Riviera e Salò. Non sempre l’età è ufficialmente certificata, ma colpi d’ascia antichi, cavità naturali e ceppaie immense raccontano di stagioni di ghiaccio e venti tiepidi del lago. La luce del pomeriggio è perfetta per le foto.

Se programmate una giornata, unite tasso e ulivi: mattina a Vestone, pomeriggio in riviera. Io chiudo spesso con un calice in Franciacorta, rientrando per la strada interna da Sabbio Chiese: cantine piccoli gioielli, ideale brindisi dopo due alberi-maestri.

Pianura e città: Ginkgo, platani e un cipresso calvo

A Pavia, nell’Orto Botanico, vive un Ginkgo biloba tra i più antichi d’Italia in ambiente urbano. Fu piantato nel Settecento, quando il giardino sperimentava nuove specie. Tronco colonnare, foglie a ventaglio: in autunno è un tappeto d’oro. L’accesso è semplice e adatto a famiglie.

Lungo l’Adda, i platani monumentali dell’Isola Borromeo a Cassano d’Adda offrono ombra generosa e tronchi imponenti. Il parco urbano è pianeggiante, comodo da percorrere in bici. Meglio al mattino nei weekend di primavera, prima che arrivi la folla.

Nel Parco di Monza, vicino alle sponde del Lambro, un grande Cipresso calvo sorprende per le “ginocchia” legnose che emergono dal terreno umido. Un tocco quasi esotico in un parco regale. In inverno, con la bruma, sembra uscito da un dagherrotipo.

Orobie e Valtellina: faggi e abeti da cercare sui sentieri

Tra Orobie Bergamasche e Valtellina si incontrano faggi e abeti secolari lungo mulattiere storiche e al margine di pascoli. Non sempre la segnaletica li valorizza, ma le guide dei parchi e gli elenchi comunali aiutano a localizzarli. Il periodo migliore va da metà giugno a fine settembre.

Consiglio un approccio lento: scelta di un vallone, consulto alla cartografia del parco e richiesta informazioni al rifugio più vicino. Spesso il custode sa indicarvi “quel faggio enorme sotto il costone” meglio di qualsiasi app.

Perché sono “monumentali” e come vengono tutelati

In Italia il riconoscimento passa da valutazioni su età, dimensioni, rarità e valore paesaggistico. È un inquadramento normativo chiaro, che ha trovato una sistematizzazione con la Legge 10/2013. L’iscrizione nell’Elenco degli alberi monumentali d'Italia tutela gli esemplari e orienta gli interventi manutentivi.

In sintesi: non si toccano, non si potano senza autorizzazione, non si compattano i terreni attorno. Da visitatori basta poco: stare sui sentieri, evitare picnic a ridosso dei tronchi, non arrampicarsi e non usare droni a bassa quota.

Quando andarci e come pianificare

Primavera e autunno sono i momenti migliori. In quota, il larice di Cevo dà il massimo tra fine settembre e metà ottobre. In pianura, i ginkgo e i platani sono perfetti tra ottobre e novembre, quando il foliage dipinge i viali.

Verificate sempre meteo e orari dei parchi urbani. In montagna portate scarpe con grip e una giacca leggera anche in estate. Evitate i temporali pomeridiani: la luce migliore per fotografare arriva tra le 9 e le 11 e dopo le 16.

Itinerario bresciano in un giorno

Mattina: partenza presto per Cevo, salita al larice e rientro al paese. Spuntino in una malga della Val Saviore. Pomeriggio: trasferimento in Val Sabbia e camminata fino al Tasso di Ustecchio. Rientro verso la Franciacorta per degustazione e tramonto tra filari e torbiere.

È un percorso essenziale, ma completo: montagna, valle, lago sullo sfondo e un calice finale per fissare ricordi. Due alberi, mille anni di storia ciascuno, una giornata sola per sentirsi parte del paesaggio lombardo.

Informazioni pratiche

  • Come arrivare: auto fino ai paesi-base, poi brevi cammini su sterrata o sentiero.
  • Accessibilità: parchi urbani adatti a famiglie; percorsi montani richiedono passo sicuro.
  • Attrezzatura: scarponcini, acqua, antivento leggero, cartina offline.
  • Rispetto: non calpestare le radici affioranti, no fuochi, no campeggio libero.
  • Fonti: consultate i siti dei parchi e gli elenchi comunali aggiornati.
Paolo Minazzi
Paolo Minazzi

Paolo ha vissuto per vent’anni a Milano prima di tornare nella natia Franciacorta; qui si dedica alla valorizzazione delle cantine e delle ville storiche della zona, organizzando percorsi enogastronomici su misura e raccontando aneddoti di un tempo.